Sunday, 4 November 2012

Il buono ed il ricchione


Negli ambienti  della camorra in provincia di Taranto, vi sono due figure contrapposte che in assenza totale di governo centrale, governano , mediano, stabiliscono le relazioni tra cittadini ed istituzioni.

Queste due figure sono il "buono" ed il "ricchione". L’aggettivo “buono” e’ utilizzato tipicamente negli ambienti mafiosi della provincia di Taranto per indicare le qualita’ di individui di cui ci si puo’ fidare nelle cerchie mafiose.

L’ individuo indicato da un mafioso come “buono” e’ un individuo che copre l’azione di cittadini legati ad aspetti mafiosi o ad aspetti di malavita. “Buono” e’ anche il tipico individuo mafioso che procura danaro illecito o altri favori dubbi per favorire una certa relazione oscura tra cittadini e Stato; “buono” e’ anche il tipico faccendiere mafioso che oltrepassa meritocrazia, Stato, forze dell’ordine per poter ritornare favori alla cerchia di una comunita’ mafiosa.

Il "buono come un pane" vecchio detto mafioso contrapposto al "ricchione" ossia a colui che collabora con la giustizia ma sara' per sempre sconfitto e quindi convinto della propria ricchezza ne rimane illuso poiche' la camorra lo penetrera' nell'ano a sua insaputa. E per cui "lu ricchione" e' un individuo apparentmente convinto della sua innocenza ma che agli altari della giustizia camorristica sara' condannato dalla solita ed unica sentenza che lo vede sempre "condannato poiche' era lo stesso imputato a volerlo" . Quale perversione puo' essere cosi' enorme e non documentata da sfuggire agli occhi della scienza e capace di vivere nell' uomo nel dirsi convinto e contento del voler essere sopraffatto, ingannato ed abusato ?

L'evidente costruzione del reato resta con il potere poiche' futile e' ogni tentativo di salvaguardare i propri interessi poiche' lo stato delle cose e' profondamente illusorio. La giustizia della camorra e' apparentemente sana, efficiente e non dispendiosa, ma teme profondamente le scienze: per la camorra lo stato delle cose non puo' appartenere ad un'ordine reale ma puo' solo essere circonstanziale. Il "ricchione" puo' essere "pazzo" o "pagliaccio" mentre il "buono" passa inosservato poiche' a proteggere le relazioni con il pubblico e' il corto circuito tra istituzioni dello Stato e l'organizzazione criminale ai danni dello Stato.

La ricostruzione dello stato reale delle cose fatta dal "ricchione" e' sempre futile, ingannevole o riporta sempre un punto di vista non autorizzato poiche' non validato precedentemente dalle relazioni tra Stato e criminalita' organizzata. Infatti non esiste una ricostruzione dei fatti come tale nelle zone ad alta percentuale di criminalita' poiche' gia' pervertita al suo nascere dal mal'inteso, dalla mancata testimonianza, dall'ineffabile mancato ascolto corretto da parte del "ricchione" : il "ricchione" mai capisce cosa e' stato detto tra le parti.

La relazione tra il "ricchione" e lo stato delle cose apparente risulta cosi' "viziata" sin dall'inizio, al suo nascere nulla figura come tale poiche' lo Stato e' assente intento a salvaguardare gli interessi dei suoi cittadini "buoni" mentre per i "ricchioni" resta solo l' illusione di essere proprietari del nulla.

La Puglia e' una linea di confine tra lo Stato ed una terra ove la voce liberta' non ha significato, poiche' lo stato delle cose e' profondamente illusorio.